Venanzo Crocetti
Nel 1936, a poco più di vent'anni, realizzò per la neonata città di Aprilia la statua in bronzo di San Michele Arcangelo, una delle sue prime grandi commissioni pubbliche.[1][2]
È considerato uno dei protagonisti della scultura italiana del Novecento, con un linguaggio figurativo in dialogo costante con la tradizione classica e lontano dalle avanguardie.[3]
Biografia
Origini e formazione
Venanzo Crocetti nasce a Giulianova, in provincia di Teramo, il 4 agosto 1913, da una famiglia operaia: il padre era mastro muratore.[1][2] Rimane orfano giovanissimo: perde la madre nel 1923 e il padre nel 1925, e vive tra la nonna materna e uno zio paterno a Porto Recanati.[1] Mostra fin da bambino un talento precoce per il disegno e trascorre il tempo libero nelle botteghe artigiane, modellando figurine per i presepi. Nel 1926 frequenta per due anni le scuole industriali di Giulianova.[1]
Nel 1928 si trasferisce a Roma e, presentato al professor Biagetti, direttore del Laboratorio di Restauro Vaticano, inizia un apprendistato da restauratore che lo porta a lavorare per circa quattro anni sui ponteggi della Cappella Sistina. Di sera frequenta il corso di nudo alla British Academy of Arts.[1] Nel 1931 partecipa al concorso di scultura dell'Accademia di San Luca, che vince nel 1932.[1]
Gli esordi e la Biennale
Debutta nel 1930 alla Mostra Nazionale dell'Animale nell'Arte, a Roma, con La tigre. Seguono la Gazzella (1931), esposta alla Prima Mostra Internazionale d'Arte Coloniale, e una serie di partecipazioni alle Biennali di Venezia (1934, 1936, 1938, 1940, 1942): alla Biennale del 1938 ottiene il Gran Premio per la Scultura.[1][2] È ritrattista e animalista e predilige la terracotta, con una marcata affinità per l'arte etrusca.[2]
Il dopoguerra e la Porta dei Sacramenti
Dopo aver vinto il concorso per le porte della Basilica di San Pietro, all'inizio degli anni Cinquanta, lavora per oltre un decennio alla Porta dei Sacramenti nel nuovo studio di via Cassia, a Roma. L'opera viene inaugurata da Papa Paolo VI il 12 settembre 1965.[1][4]
Dal 1968 si dedica al gruppo equestre del Cavaliere della Pace; Il Giovane Cavaliere della Pace, la cui fusione è completata nel 1989, viene esposto tra il 1989 e il 1991 a Hiroshima, alla sede dell'ONU a New York, a San Pietroburgo, Mosca, Strasburgo e Budapest. Nel 1992 l'Ermitage gli dedica una sala permanente.[1]
Muore a Roma il 3 febbraio 2003.[1] Le sue ceneri sono conservate nella cappella del piano interrato del museo che porta il suo nome.[4]
Opere
Aprilia: la statua di San Michele Arcangelo
Nel 1936, anno di fondazione della città, l'Opera Nazionale Combattenti commissiona a Crocetti la statua di San Michele Arcangelo per il sagrato della chiesa arcipretale di piazza Roma. L'opera, in bronzo, alta circa tre metri, poggia su un alto piedistallo cilindrico in travertino con scene agresti legate alle stagioni; viene inaugurata il 29 ottobre 1937.[5][6]
L'arcangelo è raffigurato come un giovane guerriero vittorioso, con corazza di ispirazione greca, sandali militari e spada, e con ai piedi il drago dell'Apocalisse sconfitto.[7][6]
Durante la seconda guerra mondiale la statua fu colpita da schegge e proiettili: i fori e la perdita di un pezzo della coda del drago sono rimasti come testimonianza dei bombardamenti.[7] Un primo restauro conservativo, con rinforzi interni, fu eseguito nel 1991; insoddisfatto, nel 1995 Crocetti riprese personalmente il lavoro di recupero nel proprio studio, partendo dal modello originale.[7] Secondo la tradizione, durante la realizzazione Crocetti cadde da una scala e si salvò aggrappandosi alle ali della statua, episodio che rafforzò il suo legame con l'opera.[7]
Dal modello per Aprilia fu tratta una seconda fusione, priva dei rilievi del basamento, esposta nel giardino del Museo Crocetti a Roma (bronzo, 310×125×180 cm) e in mostra permanente dal 2002.[6]
Altre opere principali
- Pomezia, chiesa di San Benedetto: altorilievo in arenaria sulla facciata con la vita del santo e quattro formelle bronzee con i Quattro Evangelisti nel portale principale (fine anni Trenta).[2][1]
- Conversione di Saulo: altorilievo in marmo per la basilica dei Santi Pietro e Paolo all'EUR, Roma (1941).[2]
- Cappella di Sant'Agnese, basilica di Sant'Eugenio, Roma: lavori del 1950.[1]
- Crocifissione in bronzo, basilica di San Leone Magno, Roma: 1954.[1]
- Via Crucis, basilica di San Giovanni Bosco, Roma: iniziata nel 1957.[1]
- Porta dei Sacramenti, basilica di San Pietro in Vaticano: inaugurata nel 1965.[1]
- Monumento ai Caduti di tutte le guerre, Teramo: tre statue realizzate tra il 1960 e il 1966.[1]
- Fontane con cervi in argento, Battistero Lateranense, Roma: progettate nel 1967 e fuse entro il 1969.[1]
- Cavaliere della Pace: gruppo equestre iniziato nel 1968.[1]
- Annunciazione, Duomo di Teramo: benedetta da Papa Giovanni Paolo II e collocata nel 2000.[1]
- Giulianova, duomo di San Flaviano: Crocifisso e Madonna col Bambino e angeli.[2]
Insegnamento e incarichi
Nel 1946 diventa accademico residente dell'Accademia di San Luca e ottiene la cattedra di scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove succede ad Arturo Martini e insegna fino al 1954-55. Insegna poi a Firenze (dal 1955-56 al 1962-63) e a Roma (dal 1963-64 al 1982-83).[1][2]
All'Accademia Nazionale di San Luca è vicepresidente nel 1971-72 e presidente nel 1973-74 e nel 1979-80. Nel 1945, 1949, 1955 e 1965 è consultore della Pontificia Commissione Centrale per l'Arte Sacra in Italia.[1]
Riconoscimenti
- 1932: Concorso Giorgio Lana dell'Accademia di San Luca; medaglia d'argento del Pio Istituto Catel.
- 1938: Gran Premio per la Scultura alla XXI Biennale di Venezia.
- 1942: Premio Verona.
- 1948: medaglia d'oro al concorso di primo grado per le porte di San Pietro.
- 1972: medaglia d'oro e diploma di prima classe per i benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.
- 2000: cittadinanza onoraria e medaglia d'oro del Comune di Giulianova.[1]
Il museo
Il Museo Venanzo Crocetti sorge in via Cassia 492, a Roma, nello studio che l'artista volle dopo la vittoria del concorso per le porte di San Pietro, accanto alla casa in cui visse fino alla morte. Il complesso, ideato dallo stesso Crocetti, è stato inaugurato nel 2002 e raccoglie sculture in bronzo e marmo, disegni e opere su carta realizzati tra il 1931 e il 1998.[4][1]
Note
- ↑ 1,00 1,01 1,02 1,03 1,04 1,05 1,06 1,07 1,08 1,09 1,10 1,11 1,12 1,13 1,14 1,15 1,16 1,17 1,18 1,19 1,20 1,21 1,22 Biografia, Museo Venanzo Crocetti. URL consultato il 13 ottobre 2026.
- ↑ 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2,7 Crocetti Venanzo, Dizionario d'arte Sartori. URL consultato il 13 ottobre 2026.
- ↑ Venanzo Crocetti e il sentimento dell'antico, Artribune. URL consultato il 13 ottobre 2026.
- ↑ 4,0 4,1 4,2 Casa Museo Venanzo Crocetti, Regione Lazio. URL consultato il 13 ottobre 2026.
- ↑ Statua San Michele, Comune di Aprilia. URL consultato il 13 ottobre 2026.
- ↑ 6,0 6,1 6,2 Scheda sulla statua di San Michele Arcangelo ad Aprilia, Museo Venanzo Crocetti. URL consultato il 13 ottobre 2026.
- ↑ 7,0 7,1 7,2 7,3 Aprilia, protetta da San Michele Arcangelo, Edesseredonna. URL consultato il 13 ottobre 2026.
Collegamenti esterni
- Museo Venanzo Crocetti
- Voce Crocetti, Venanzo sull'Enciclopedia Treccani